In
questo studio abbiamo voluto fare soprattutto opera di
informazione, raccogliendo a questo scopo una
documentazione i cui elementi, fino ad oggi, potevano
trovarsi solo sparsi un po' dappertutto; alcuni di
questi erano anche difficilmente reperibili per coloro
che non fossero stati favoriti, nelle loro ricerche, da
circostanze un po' particolari. Per quanto riguarda le
dottrine, se a causa della loro inconsistenza fin troppo
evidente non abbiamo ritenuto utile soffermarci più a
lungo di quanto abbiamo fatto e se ci siamo limitati a
fornire soprattutto delle citazioni, è perché pensiamo,
al pari di un altro dei loro avversari, che "il mezzo
più sicuro per confutarle è quello di esporle
brevemente, lasciando poi parlare i loro stessi
maestri"; noi aggiungiamo che il mezzo migliore per
combattere il teosofismo consiste, a nostro avviso,
nell'esporre la sua storia così com'è. Possiamo dunque
lasciare al lettore il compito di trarre da sé tutte le
conclusioni che è fin troppo facile ricavare, dal
momento che abbiamo sicuramente detto tanto da
permettere a chiunque abbia avuto la pazienza di
seguirci fin qui, di esprimere sul teosofismo un
giudizio definitivo.
René Guénon: Il Teosofismo - storia di una pseudo-religione
Arktos Edizioni, Carmagnola 1989, 425
pagg.,
Vol. 1 & 2 (in distribuzione) - €
32,00 - ISBN 978-8870490602
Teosofia e teosofismo (Premessadell'autore)
Dobbiamo innanzi tutto giustificare il termine
inusuale che costituisce il titolo del presente studio:
perché "teosofismo" e non "teosofia"? Dato che, per
quanto ci riguarda, questi due termini designano due
cose parecchio differenti, occorre dissipare, persino a
costo di un neologismo o di ciò che può sembrare tale,
la confusione a cui induce naturalmente la similitudine
dei due termini. Ciò, dal nostro punto di vista, è tanto
più importante in quanto certe persone hanno, al
contrario, tutto l'interesse a mantenere tale
confusione, per far credere ad un loro collegamento con
una tradizione, alla quale in realtà essi non possono
legittimamente ricollegarsi; cosa del resto valida per
tanti altri. In effetti, molto tempo prima della
creazione della Società cosiddetta Teosofica, il termine
teosofia era una, denominazione comune a dottrine
alquanto diverse, ma facenti tutte parte di una stessa
tipologia o almeno derivanti dallo stesso complesso di
indirizzi; è opportuno dunque soffermarsi sul
significato che tale termine ha storicamente. Senza
cercare di approfondire, qui, la natura di tali
dottrine, possiamo dire che esse hanno come elementi
comuni e fondamentali delle concezioni più o meno
strettamente esoteriche, di ispirazione religiosa o
almeno mistica, benché, senza dubbio, di un misticismo
un po' speciale, e si richiamano ad una tradizione
propriamente occidentale la cui base è sempre, sotto una
forma o l'altra, il Cristianesimo.
[...]
Tali sono, per esempio,
le dottrine di Jacob Böhme, di Gichtel, di William. Law, di
Jane Lead, di Swedenborg, di Louis-Claude de Saint-Martin,
di Eckartshausen; senza con questo pretendere di offrire un
elenco completo, ma limitandoci a citare qualche personaggio
fra i più conosciuti. Ora, l'organizzazione che si chiama
attualmente "Società Teosofica", di cui qui intendiamo
occuparci esclusivamente, non dipende da nessuna scuola che
si ricolleghi, neanche indirettamente, ad alcuna di tali
dottrine; la sua fondatrice, M.me Blavatsky, ha solo potuto
avere una conoscenza più o meno completa degli scritti di
alcuni teosofi, in particolare di Jacob Böhme, e da qui
attingere alcune delle idee che inserirà nelle sue opere,
insieme a moltissimi altri elementi della più diversa
provenienza; ma questo è tutto quello che è possibile
ammettere nei riguardi di un presunto collegamento. In
generale, le teorie più o meno coerenti che sono state
enunciate e sostenute dai capi della Società Teosofica non
hanno alcuno dei caratteri che noi abbiamo indicati, a parte
il preteso esoterismo: esse si presentano, d'altronde
falsamente, come aventi un'origine orientale e se si è
pensato bene, dopo un certo tempo, di ricollegarle ad uno
pseudo-cristianesimo di una natura alquanto particolare, non
è men vero che la loro primitiva tendenza era, al contrario,
palesemente anticristiana. "Nostro scopo - diceva allora
M.me Blavatsky - non è di restaurare l'Induismo, ma di
cancellare il Cristianesimo dalla faccia della terra" (1).
Le cose sono così cambiate, da allora, come le apparenze
potrebbero far credere? Il tutto induce, come minimo, a
diffidare, dato che la grande propagandista del nuovo
"Cristianesimo Esoterico" è M.me Besant, la stessa che
scrisse a suo tempo che occorreva "innanzi tutto combattere
Roma ed i suoi preti, lottare ovunque contro il
Cristianesimo e scacciare Dio dai Cieli" (2). Senza dubbio,
è possibile che la dottrina della Società Teosofica e le
opinioni della sua attuale presidentessa si siano "evolute",
ma è possibile anche che il suo neo-cristianesimo non sia
altro che una copertura, poiché quando si tratta di simili
ambienti bisogna aspettarsi di tutto. Riteniamo che il
presente studio dimostrerà a sufficienza quanto si avrebbe
torto a rimettersi alla buona fede di persone che dirigono o
ispirano movimenti come quello di cui si tratta. Comunque, a
parte tale, considerazione, possiamo fin d'ora dichiarare
nettamente che fra la dottrina della Società Teosofica, o
almeno fra quello che viene offerto come tale, e la
Teosofia, nel vero significato del termine, non vi è
assolutamente alcuna filiazione, neppure solamente ideale.
Si devono dunque rigettare come chimeriche le affermazioni
che tendono a presentare questa Società come la
continuatrice di altre associazioni tipo la "Società di
Filadelfia", che è esistita a Londra verso la fine del XVII
secolo (3) e alla quale si ritiene appartenesse Isaac
Newton; o la "Confraternita degli Amici di Dio" che si dice
sia stata istituita in Germania, nel XIV secolo, dal mistico
Jean Tauler, nel quale alcuni hanno voluto vedere, non
sappiamo bene perché, un precursore di Lutero (4).
Tali affermazioni sono
forse ancora meno fondate, e non è dir poco, di quelle con
le quali i teosofisti si sforzano di rifarsi ai neoplatonici
(5), con il pretesto che M.me Blavatsky ha effettivamente
adottato alcune frammentarie teorie di tali filosofi, senza
per altro averle assimilate veramente. Le dottrine, in
realtà tutte moderne, che propugna la Società Teosofica sono
talmente differenti, sotto quasi tutti gli aspetti, da
quelle a cui si dà legittimamente il nome di Teosofia, che
si potrebbero confondere le une con le altre solo per
malafede o per ignoranza: malafede da parte dei capi della
Società, ignoranza della maggior parte dei seguaci ed anche,
bisogna dirlo, di taluni dei loro avversari che, poco
sufficientemente informati, commettono il grave errore di
prendere sul serio le loro asserzioni e di credere, per
esempio, che essi rappresentino l'autentica tradizione
orientale, allorché invece non ne rappresentano alcuna. La
Società Teosofica, come si vedrà, deve la sua denominazione
a delle circostanze del tutto fortuite, senza le quali essa
ne avrebbe avuto un'altra del tutto diversa, di modo che i
suoi membri non sono affatto dei Teosofi, ma sono, al
massimo, dei teosofisti. Del resto, la distinzione fra
questi due termini, "Teosofi" e "Teosofisti", è adottata
correntemente in inglese, ove è il termine "Teosofism" ad
essere usato per indicare la dottrina di questa Società; noi
riteniamo che l'uso di tale termine sia così importante da
doverlo mantenere anche in francese (e in italiano - n.d.t.
-), malgrado ciò che può esservi di strano; è questo il
motivo per cui abbiamo ritenuto di dover innanzi tutto
chiarire le ragioni per le quali non si tratta solo di una
semplice questione di termini. Abbiamo parlato come se vi
fosse veramente una dottrina teosofista ma, a dire il vero,
se si considera il termine dottrina nel suo significato più
vero o se si vuole semplicemente indicare qualcosa di valido
e di ben definito, bisogna convenire che essa non ne ha
alcuno. Ciò che i teosofisti presentano come loro dottrina
appare, ad un esame appena serio, come qualcosa piena di
contraddizioni; per di più da un autore all'altro, e
talvolta presso lo stesso autore, vi sono delle
considerevoli variazioni, anche su dei punti che sono
riconosciuti come i più importanti. Si possono soprattutto
distinguere, sotto questo aspetto, due periodi principali,
corrispondenti l'uno alla direzione di M.me Blavatsky e
l'altro a quella di M.me Besant; è vero che i teosofisti
moderni cercano frequentemente di dissimulare le
contraddizioni, interpretando a loro modo il pensiero della
loro fondatrice e pretendendo che questo sia stato mal
compreso dall'inizio, ma il disaccordo non è per questo meno
reale. Si capirà senza fatica che lo studio di tali teorie
così inconsistenti non può, quasi mai, essere separato dalla
storia della Società Teosofica ed è per questo che noi non
abbiamo ritenuto di sviluppare questo studio in due parti
distinte, l'una storica e l'altra dottrinale, come sarebbe
stato naturale in tutt'altre circostanze.
Note
1. Dichiarazione fatta ad Alfred Alexander e pubblicata in
The Medium and Daybreak, Londra, gen. 1893, p. 23.
2. Discorso di chiusura al Congresso dei Liberi Pensatori
tenutosi a Bruxelles nel sett. 1880.
3. La Clef de la Tbéosophie, di H.P. Blavatsky, p. 25
della traduzione francese di H. de Neufville. Per le
citazioni contenute in questo studio ci rifaremo sempre a
questa traduzione.
4. Modern World Movements, del dr. J.D. Buck, in
Life and Action, Chicago, maggio-giugno 1913.
5. La Clef de la Théosophie, pp. 4-13.
INDICE
GENERALE: Introduzione. Premessa - Teosofia e
teosofismo. I - I trascorsi di Mme Blavatsky. II - Le
origini della Società Teosofica. III - La Società
Teosofica e il Rosacrucianesimo. IV - La questione dei
Mahâtmâ. V - L'affare della Società di Ricerche
Psichiche. VI - Mme Blavatsky e Solovioff. VII - Il
potere di suggestione di Mme Blavatsky. VIII - Gli
ultimi anni di Mme Blavatsky. IX - Le fonti delle opere
di Mme Blavatsky. X - Il Buddhismo esoterico. XI - I
punti principali dell'insegnamento teosofista. XII - Il
teosofismo e lo spiritismo. XIII - Il teosofismo e la
religione. XIV - Il giuramento nel teosofismo. XV - I
trascorsi di Mme Besant. XVI - I primi anni di
presidenza di Mme Besant. XVII - Al parlamento delle
religioni. XVIII - Il Cristianesimo esoterico. XIX - La
duchessa di Pomar. XX - Il Messia futuro. XXI - Le
tribolazioni di Alcyone. XXII - L'antroposofia di Rudolf
Steiner. XXIII - L'Ordine della Stella d'Oriente e le
sue dipendenze. XXIV - La Chiesa Vetero-Cattolica. XXV -
Teosofismo e Massoneria. XXVI - Le organizzazioni
ausiliarie della Società Teosofica. XXVII - Il moralismo
teosofista. XXVIII - Teosofismo e protestantesimo. XXIX
- Il ruolo politico della Società Teosofica. XXX -
Conclusione.