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Laura
Veccia Vaglieri - Maria Avino: Grammatica
teorico-pratica della lingua araba
edizione riveduta e corretta a cura di M. Avino, due tomi
(in distribuzione)
Volume
I, parte I:
Morfologia e nozioni sintattiche - (XXIV, 271 pp, 18
tavv.)
Volume
I, parte II:
Esercizi in lingua araba moderna - (XVIII,572 pp)
Napoli
2011 Istituto per l’Oriente
(in distribuzione)
-
€
50,00 - ISBN
978889762201

L’Istituito
per l’Oriente ripropone giustamente questa fondamentale
‘grammatica’ scritta da Laura Veccia Vaglieri nel 1936,
che rifugge grazie a Dio da eccessive semplificazioni e
permette di gettare uno sguardo completo sulla lingua
araba. Seguendola, lo studente può progredire nella sua
conoscenza ‘teorica’ anche senza dover attingere troppo
dall’esterno, aiutato in questo dall’impressionante
apparato di esercizi (la parte ‘pratica’ di questo
testo, ora riveduta da M. Avino), che è possibile
svolgere progressivamente da soli: e questo è davvero il
massimo che può offrire una grammatica. Detto questo, e
dopo averne elogiato la precisione e la completezza
ancora senza eguali (ed ora più che mai, vista l'opera
di revisione), l’unico aspetto criticabile del testo
riguarda forse la prima parte, quella nella quale si
affronta l’apprendimento delle lettere dell’alfabeto.
Nelle condizioni attuali, in cui si ha a che fare con
persone che non possono dedicare molto tempo allo studio
e non sono immerse in un ambiente arabo (com’era invece
il caso dei molti che vivevano al seguito dei
colonizzatori italiani, e non solo italiani, sino agli
anni ‘50, e che costituivano i destinatari originari di
questa grammatica), sarebbe forse necessario ampliare
questa parte introduttiva, fornendo anch’essa di un
apparato di esercizi che facesse progressivamente
avanzare nella conoscenza delle lettere. Abbiamo scelto
comunque di commercializzare solamente il volume primo
(che appunto giudichiamo quasi perfetto nel suo genere),
suddiviso ora in due tomi, in quanto il secondo,
dedicato al “completamento della morfologia e della
sintassi”, non pare di particolare utilità. Qui infatti
l’estrema precisione dell’autrice, assolutamente
necessaria a riguardo degli argomenti citati nel primo
volume, pare un peso eccessivo. Le stesse cose che
vengono spiegate minuziosamente secondo i criteri della
grammatica occidentale, si possono agevolmente studiare
su testi arabi più semplici ed efficaci, oppure
semplicemente apprendere con l’esperienza. |
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Renato Traini (con la
collaborazione di Maria Nallino): Vocabolario
arabo-italiano - Istituto per l’Oriente
(in distribuzione)
Roma, edizione 2015 (ristampa fotomeccanica) pagg. XV-1763, copertina
rigida -
€ 97,00
- ISBN
9788897622215

L’Istituto
per l’Oriente ristampa in volume unico il ‘Vocabolario
arabo-italiano’ redatto dal Traini (che terminò la sua
fatica nel 1966), con la collaborazione di Maria Nallino.
È bene dire sin dall’inizio che si tratta dell’unico
vocabolario italiano che risulti veramente utile a
coloro che intendono dedicarsi alla traduzione di testi
arabi nella nostra lingua. L’arabo infatti per la sua
stessa costituzione come lingua sacra richiede una certa
ampiezza esplicativa, che renda conto della varietà di
significati presenti nelle radici trilittere dalle quali
derivano la stragrande maggioranza delle parole. Si deve
prendere atto inoltre di come sia illusorio pensare ad
una ‘semplificazione’ della lingua araba, che possa
permettere di accedere con poco o nessuno sforzo alla
sua ricchezza. Tale lingua è infatti costruita in una
maniera tale da non permettere l’accesso se non dopo un
preventivo studio della grammatica, che metta lo
studente nella condizione di comprendere perlomeno la
più parte delle modificazioni che subisce la radice per
dar origine alla parola. Naturalmente, è doveroso notare
come in realtà tale particolare costituzione non sia
casuale, rientrando in una generale concezione
tradizionale secondo la quale lo sforzo e l’orientamento
ad un certo obiettivo di conoscenza costituisce già di
per sé un’acquisizione, oltre a rappresentare un
antefatto necessario per entrare nella comprensione per
così dire ‘tecnica’ della sapienza particolare di cui è
questione. Tornando al nostro ‘Vocabolario
arabo-italiano’, esso costituisce, lo ripetiamo, una
base necessaria per la traduzione. Tuttavia, come
confessa lo stesso Traini nell’introduzione, esso è
particolarmente orientato ad una precisa intellezione
dell’arabo scritto moderno, e deve molto all’inglese
Wehr, del quale costituisce in realtà poco più che una
traduzione (o, diciamo meglio, una buona traduzione con
diverse aggiunte). Questa impostazione costituisce in
realtà il limite di questa opera peraltro meritoria:
l’arabo scritto moderno (e si intende in special modo il
linguaggio giornalistico e politico di oggigiorno,
quando non anche le scimmiottature di modalità
espressive occidentali) non costituisce infatti, con
ogni evidenza, la lingua che esprime ciò che di
veramente importante viene veicolato in arabo (anche se
è vero che non si deve troppo esagerare la differenza
rispetto all’arabo più classico, costituendo tuttora la
Lingua Araba un insieme unitario, al di là dello
scorrere del tempo). Così, se si deve tradurre un hadith
profetico, un testo metafisico o una poesia sapienziale,
ci si trova spesso in difficoltà, e si deve
necessariamente affiancare al Traini qualche testo
straniero più qualificato a proposito; noi consigliamo
il francese De Kazimirski (di cui esiste un’edizione
contemporanea a cura della Librarie du Liban di Beirut,
che spesso si trova nei paesi arabi ad un prezzo
contenuto), scritto nel 1860 avendo come base il Lisânu
l-’arab di Ibn Manzûr. E in realtà, appena possibile il
traduttore dovrà riferirsi a quest’ultimo testo, così
come agli altri capolavori dei Maestri della lingua del
Corano. |
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