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Tafsîr del glorioso Corano (dalla Sura I
alla Sura VII) - Testo arabo del Corano, con traduzione
italiana a fronte e commentario (tafsîr) di Idris
Lodovico Zamboni -
Edizione in
copertina rigida e segnalibro
Ed. ‘Orientamento /
Al-Qibla’, Campegine (RE) 2025, 804 pagg., € 30,00 - ISBN
9788889795330

Dall’Introduzione
dell’autore della traduzione e del commento, Idris
Zamboni
È stata finalmente
pubblicata, grazie a Dio, la prima parte del nostro
tafsîr in lingua italiana, con il commento delle
sette Sure iniziali. È evidente che questo lavoro si
innesta, per così dire, su di un lavoro precedente che
ha riguardato la Sura di Maria, la Sura Aprente e la
Sura della Famiglia di Imran (le cui traduzioni
commentate sono state pubblicare dalle edizioni
“Orientamento/Al-Qibla” negli anni scorsi), come anche
sul commento della Sura Baqara, che daremo alle stampe
tra breve, sempre a Dio piacendo.
Esso dunque risponde ad una nostra esigenza di un
‘salto di qualità’, dove una maggiore capacità di
intellezione dei commentari tradizionali, maturata negli
anni, apre la porta alla redazione di un vero e proprio
tafsîr in italiano. Un tale salto di qualità pare
necessario per diversi motivi, ma soprattutto per
offrire ai Musulmani di lingua italiana e a tutti coloro
che sono interessati al Corano, un ‘supporto’ per il
loro lavoro di studio e di riflessione sul Testo sacro
che tenga conto sia dei tafsîr tradizionali, sia
del punto di vista ‘guenoniano’ (in particolare quale
viene interpretato da Gilis), l’unico che ci permette di
essere all’altezza di una situazione, quella del mondo
attuale, senza precedenti (specialmente in ragione della
compresenza di tutte le Religioni e le Forme
tradizionali all’attenzione dei nostri contemporanei), e
che impone di leggere l’Islam in un senso universale.
Certo rimane il problema di Ibn
‘Arabî: il ‘sommo Maestro’ dell’esoterismo islamico è
infatti a sua volta il principale interprete dei segreti
insiti nella Rivelazione muhammadiana, e anche il
ricorso alla sua opera pare necessario per un commento
profondamente ‘tradizionale’ del Corano. Nei quattro
lavori ‘monografici’ sulle singole Sure che abbiamo
menzionato abbiamo avuto modo di scavare a fondo nelle
parti dell’opera ibnarabiana ad esse relative (e
soprattutto nei capitoli ad esse dedicati nella quarta
parte delle Futûhât, la ‘sezione relativa alle
dimore’, faslu l-manâzil), e i risultati sono
stati a nostro avviso notevoli. Tuttavia, affrontare nel
dettaglio Ibn ‘Arabî a riguardo di un numero consistente
di Sure è attualmente improponibile, per delle ragioni
che se da una parte sono evidenti (servirebbe infatti
troppo tempo), dall’altra sono legate a nostro avviso a
condizioni ‘cicliche’ e propriamente spirituali; e il
nostro compito non può che essere quello di fare il
possibile per preparare il terreno al manifestarsi
completo delle Verità del Corano. Del resto, sempre
quanto ad Ibn ‘Arabî, possiamo comunque avvalerci
dell’opera, veramente preziosa, di Gilis (che seguendo
l’opera di Michel Vâlsan identifica con magistrale
precisione le relazioni tra la dottrina ibnarabiana e
Guénon), come anche del commentario ‘akbariano’ di
Al-Qâshânî (da cui prende Al-Alûsî nella ‘sezione’
esoterica del suo tafsîr), per non parlare di
come nella nostra traduzione commentata del Sahîh
di Al-Bukhârî continuiamo comunque a procedere nello
studio delle Futûhât. Per il resto, ci siamo
basati soprattutto sui commentari di Ismâ‘îl
Haqqî, di Al-Qushayrî, di Ibn Kathîr, di As-Sulamî e di
Ibn
‘Agîba,
ai quali abbiamo aggiunto Noor al-Irfan di Ahmed
Naeemi (suggeritoci dagli amici di una moschea di
Brescia che ci avevano originariamente contattato
richiedendoci una traduzione del Corano, dandoci così lo
spunto per iniziare questo nostro lavoro), molto utile
perché richiama costantemente l’attenzione
sull’importanza della figura di sayyidu-nâ
Muhammad, l’Inviato di Allah ;
quando abbiamo potuto inoltre ci siamo dati il tempo per
andare ad attingere, dove ne trovassimo indicazione,
anche al Mathnâwî di Rûmî, alle Hikam di
Ibn ‘Atâ Allah, ai Mawâqif dell’Emiro ‘Abdu l-Qâdir e alla Tâ’iyya di Ibnu l-Fârid.
Ai lettori raccomandiamo la massima concentrazione,
nella lettura: non è una raccomandazione superflua,
perché le attuali modalità di ‘comunicazione’, come del
resto l’agitazione e la fretta che dominano in ogni
campo, minano proprio la capacità di leggere e di
concentrarsi.
E la Lode spetta ad Allah, Signore dei mondi.
Campegine (RE), 6 Ragiab 1446 dall’Egira,
corrispondente al 6 Gennaio 2025
Invitiamo
inoltre i lettori a guardare la video intervista
gentilmente realizzata da Igor Yassin Mangano per il
blog Sunnitaly in cui l'opera viene presentata
direttamente dall'autore, Idris Lodovico Zamboni.
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